Banche: Unicredit ed Intesa sotto la lente di Moody's


20 Febbraio 2009 - Un nuovo pericolo, stavolta proveniente dall’Est europeo, sta imperversando sulle banche europee già messe a dura prova dalla crisi economica internazionale. Unicredit ed Intesa, al pari di altri grandi big europei, sono finite nel mirino di Moody’s, che ha puntato il proprio sguardo sulle esposizioni verso i mercati dell’Europa orientale.

La paura nasce dal dato sul crollo abnorme del Pil in Ucraina ( - 20% ), sugli affanni della Russia, che non sembra ancora in procinto di risollevarsi, e sull’ennesimo minimo fatto registrare dalla divisa polacca, lo zloty: questo scenario ha contribuito ad affossare le quotazioni in Borsa di Unicredit ed Intesa.

Non è andata certo meglio per gli altri gruppi bancari del Vecchio continente che hanno rilevanti interessi nei Paesi della nuova Europa.

Secondo l’analisi di Moody’s il sensibile calo della redditività degli Istituti bancari sarebbe dovuto al combinarsi delle maggiori riserve necessarie per tamponare i debiti, dall’aumento dei costi dei finanziamenti e, naturalmente, dalla discesa delle valute.

L’ agenzia di rating pone l’accento sul fatto che oltre il 27% degli utili ante-imposte di Unicredit ed il 10% di quelli si Intesa dipendano dalle attività in Europa orientale.

Fra i sistemi bancari coinvolti nella debolezza dell’ economia dell’Europa orientale, l’Italia non è però da sola: in primo piano c’è la Svezia, esposta principalmente verso i paesi baltici e la Francia, che sconta le attività della Société Générale.
Per tutti questi Paesi la caduta delle valute nell’est Europa genera automaticamente un sensibile calo dei ricavi.

Chi ne ha fatto le spese nella maniera più eclatante è stata ancora una volta Unicredit, che ieri, in varie occasioni, è stata trattata sotto la soglia psicologica di 1 euro per azione.

XageneFinanza2009



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