Crisi: dopo il Dubai la Grecia ?


8 Dicembre 2009 - Il recente crac finanziario del Dubai getta una nuova luce sulla ripresa economica; gli occhi del sistema finanziario sono ora puntati sulla Grecia e la situazione, in questo caso, riguarda da vicino l’Italia.

La Grecia, come e più dell’ Italia, è soffocata dal peso del suo enorme debito pubblico al punto che la Commissione europea ha aperto una procedura per eccessivo deficit ed ha chiesto al Consiglio d’Europa di inviare un avviso al Paese mediterraneo.

I più recenti calcoli sui conti ellenici prevedono un deficit pubblico a fine 2009 pari al 12,6%, oltre il doppio delle precedenti rilevazioni di Atene, che non si spingevano oltre il 6%.
Se fossero confermate queste cifre, il debito pubblico greco potrebbe arrivare a fine anno a quota 113,3% del Pil.

Gli impegni presi dal Governo, accompagnati dalla promessa di misure impopolari per uscire dalla crisi, dovrebbero rassicurare gli investitori istituzionali esposti sulla Grecia.

L’ Ocse, l’organismo che nei giorni scorsi ha elogiato l’Italia per come sta affrontando ed uscendo dalla crisi, non ha però giudicato queste misure soddisfacenti, prevedendo, anche negli anni a venire, valori eccessivamente elevati di deficit per il Pil ed il debito pubblico.

Ma le preoccupazioni sulla tenuta dei conti ellenici sono fondate ?

Per rispondere è necessario prendere in considerazione due indicatori: l’ andamento dei credit default swap, che da tempo hanno segnalato le difficoltà economiche del Paese ed l’allargamento del differenziale di rendimento tra i Titoli di Stato greci ed il bund tedesco, con il quale anche l’Italia deve fare i conti mensilmente.

Tale differenziale, giunto a quota 170 punti, il valore più elevato raggiunto da luglio scorso, fa si che lo stato greco debba offrire l’ 1,70% in più di rendimento di quello tedesco per piazzare le proprie obbligazioni.

Ma l’ allarme Grecia non è rimasto isolato: anche Spagna, Francia, Germania ed Italia, sono state invitate a rientrare nei parametri di Maastricht.

Il fatto di essere in buona compagnia non esula però la Grecia dal rispetto di detti parametri, anche se, spesso paragonata all’ Argentina e al suo crac finanziario degli anni scorsi, la differenza dei credit default swap tra i due Paesi è al momento notevole: quelli argentini sono 4 volte superiori a quelli greci.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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