I dati relativi alle entrate e all’export destano preoccupazione sullo stato del ciclo economico italiano


16 settembre 2013 - Per Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, i dati relativi alle entrate e alle esportazioni devono letti congiuntamente e dicono che l’Italia è ancora distante dalla stabilizzazione della recessione, passaggio fondamentale per invertire la rotta e agganciare la ripresa.

Questo obiettivo è ancora lontano per la debolezza della domanda interna e l’affievolirsi dello stimolo di quella estera.

Le entrate in flessione sono il risultato della domanda interna molto debole e di un’attività produttiva ancora negativa. Ma questa non è una sorpresa; per un periodo non breve l’Italia non avrà quasi mercato interno e solo la domanda estera potrà essere il traino della ripresa,

Si sperava che la frenata relativa all’export Italia riscontrata nel primo trimestre fosse un fatto transitorio; al contrario il periodo aprile-maggio ha mostrato una persistente debolezza nel secondo trimestre.

A parziale consolazione l’export va male in tutta l’area dell’Unione Europea, Germania compresa. Non è per nulla un buon segnale, il risultato è presto detto: il Vecchio Continente è in fase di stallo.

Le statistiche portano a ritenere che la flessione del PIL italiano nel secondo trimestre possa essere stata più forte rispetto a quella stimata da diversi previsori, avvicinandosi allo 0.6% registrato nei primi tre mesi. ( Xagene )

Fonte: Nomisma, 2013

XageneFinanza_2013



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