Italia: ripresa economica solo quando la fascia di età 25-55 anni tornerà ai livelli pre-crisi


30 agosto 2013 - Secondo Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma, la sostanziale stabilità del tasso di disoccupazione sottende un mercato del lavoro che rimane in forte difficoltà e su cui la debole ripresa della attività economica che si annuncia per i prossimi mesi non potrà che avere riflessi limitati.

Tre gli aspetti che maggiormente colpiscono negli ultimi dati Istat; il primo è l'elevato numero di disoccupati che cercano lavoro da oltre un anno: il 56% del tasso di disoccupazione è costituito da disoccupati di lungo periodo.

Oltre la metà quindi del tasso di disoccupazione è costituita da persone che avranno maggiori difficoltà di reimpiego perché da troppo tempo fuori dal mercato.

Il secondo è la disoccupazione giovanile, che sfiora il 40% dei ragazzi in cerca di lavoro. Ritardare a lungo l'ingresso nella attività lavorativa produce cicatrici permanenti nelle carriere retributive e contributive dei giovani.

Il terzo riguarda la netta caduta degli occupati nella fascia centrale di età, quella compresa tra i 25 e i 55 anni. Il tasso di occupazione per questi lavoratori era del 74% prima della crisi, oggi è al 69% come nel 2000.

In questa caduta del segmento forte e maggiormente protetto della occupazione, costituito da persone che lavorano in gran parte a tempo pieno e indeterminato, si legge in tutta la sua gravità l'impatto della recessione degli ultimi due anni.

Si potrà parlare di ripresa della occupazione solo quando questa fascia di occupazione si riaccosterà ai livelli pre-crisi. ( Xagene )

Fonte: Nomisma, 2013

XageneFinanza_2013



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