La crisi del settore Auto in America affonda le case europee


31 Marzo 2009 - Il settore automobilistico sta vivendo un periodo particolarmente difficile negli Stati Uniti come non mai: la criticità della situazione ha costretto il presidente Obama ad intervenire con parole forti nello spronare sindacati e lavoratori a compiere nuovi sacrifici. Il leader americano ha respinto le pressanti richieste di nuovi finanziamenti pervenutegli dai due giganti dell’industria automobilistica americana General Motors ( GM ) e Chrysler, a rischio fallimento.

La prima vittima della crisi dell’Auto targata Usa è stato l’amministratore delegato di GM Wagoner, che ha immediatamente rassegnato le dimissioni, mentre Chrysler ha avuto 30 giorni di tempo per trovare l’accordo con la Fiat.

Anche i grandi gruppi europei delle quattro ruote stanno attraversando un momento non facile.
Pesante il giudizio di Borsa sui titoli automobilistici dell’Area Euro in una giornata certamente difficile come quella di lunedì, che ha visto il listini europei bruciare oltre 125 miliardi di capitalizzazione.

A nulla è valso, ad esempio, il licenziamento del numero uno della Peugeot, Streiff: il titolo francese ha ceduto oltre l’8%, seguito a ruota dalla Bmw a -7,8%, dalla Fiat che ha chiuso a –6,5% e dalla Volkswagen che ha limitato la perdite ad un -5,4%.

Si sta creando un effetto domino.

Non aiutano certo le parole di alcuni esponenti dell’amministrazione Obama che, pur annunciando interventi di sostegno, non sono poi spaventati più di tanto dall’ipotesi di fallimento di GM e Chrysler.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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