Legge di Stabilità: come si fa a realizzare azioni di stimolo con vincoli europei di deficit al 2.5% ?


16 ottobre 2013 - Rispetto alla legge di stabilità la domanda che sorge è: si poteva fare di più ? Secondo Sergio de Nardis, capo economista di Nomisma, ognuno può immaginarsi interventi diversi da quelli prospettati e ritenerli superiori. Ma la vera domanda che dobbiamo tutti porci è un’altra: come si fa a realizzare davvero azioni di stimolo con vincoli europei di deficit al 2.5% ( e a scendere allo 0.1% nel 2017 ) ?

La Legge di Stabilità impatta sul quadro macroeconomico del 2014 attraverso una manovra netta e una lorda. La manovra netta è data dal maggior disavanzo, dal 2.3% al 2.5% del PIL, che si ha nel passaggio dal bilancio a legislazione invariata a quello programmatico. Si tratta di 3 miliardi di esborsi per investimenti finanziati in deficit, concessi dall’Europa per l’uscita dalla procedura di infrazione. Con moltiplicatori fiscali elevati ( superiori all’unità ), questo modesto allentamento potrebbe aggiungere al PIL 2014 uno 0.2-0.3%; probabilmente tale effetto è già incorporato nella previsione governativa di un aumento del PIL dell’1% nel 2014.

La manovra lorda è di 8.6 miliardi di euro. Questa cifra comprende varie tipologie di intervento, ma la parte su cui si concentravano maggiormente le attese, ovvero cuneo fiscale e IRAP sul lavoro, non va oltre i 3 miliardi per il 2014.
Di quei 3 miliardi si effettua poi uno spacchettamento a metà tra lavoratori ( minori tasse ) e imprese ( minori contributi e IRAP sul lavoro ).

E’ il risultato di una difficoltà di scegliere tra dare uno stimolo alla domanda interna o puntare, migliorando la competitività, sulle esportazioni, con la conseguenza ultima di fornire sgravi modesti su entrambi i fronti.
Tenendo conto dell’elasticità del PIL rispetto alle due forme di sgravio pari, a regime, a circa lo 0.5, si comprende come questo sostegno all’economia finirà con l’essere quasi ininfluente.

E’ pur vero che la tranche 2014 è parte di un percorso di riduzioni fiscali che si spinge fino al 2016, ma anche tenendo conto di ciò ( circa 5.5 miliardi in tre anni alle imprese e quasi altrettanti al lavoro ) si tratta di cifre limitate e troppo diluite nel tempo per essere efficaci. ( Xagene )

Fonte: Nomisma, 2013

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